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Arlecchino, Pantalone, Brighella e Colombina: le maschere della Commedia dell’Arte

Le famose maschere indossate dai partecipanti del Carnevale di Venezia hanno una storia secolare, che affonda le sue radici nel teatro della Commedia dell’Arte.

Le immagini del Carnevale di Venezia, piene di colori, movimento e soprattutto di persone con le iconiche maschere della città, sono ormai note a chiunque, in Italia come nel resto del mondo. Sono l’orgoglio e il vanto di Venezia, e ogni anno attirano centinaia di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del globo.

Queste maschere, dalle forme, colori e pattern così particolari e affascinanti, hanno una lunga storia alle spalle, che va fino al Cinquecento se non oltre. Una storia che continua a vivere ai giorni nostri, grazie a maestri veneziani come quelli di Original Venice Shop, che portano avanti questa antica tradizione nel loro lavoro di produzione di maschere originali.

Tuttavia, le maschere che conosciamo oggi sono molto diverse rispetto a quelle di qualche secolo fa e appartenevano al mondo degli attori della Commedia dell’Arte.

Le maschere della Commedia dell’Arte: le origini

Quando si parla di Commedia dell’Arte si intende una forma teatrale che si è sviluppata nel Cinquecento, per andare avanti fino al Settecento. È Carlo Goldoni, il “padre” del teatro moderno, a citare per la prima volta l’espressione “Commedia dell’Arte” in una sua opera teatrale, la commedia Il Teatro Comico del 1750.

“Arte” in questa espressione sta ad indicare non solo la componente creativa di questo teatro, ma anche che chi recitava portava avanti l’arte, cioè il mestiere, dell’attore. Non a caso, con la Commedia dell’Arte per la prima volta si considera l’attore come una professione a tutti gli effetti.

Al contrario del teatro che conosciamo oggi, dove gli attori imparano a memoria le battute di un copione e le riportano così come sono state scritte, la Commedia dell’Arte non aveva dei testi scritti veri e propri. Usava semmai dei canovacci, ossia una traccia dove venivano delineate le parti importanti della trama dello spettacolo ma senza le battute. Gli attori quindi entravano in scena e improvvisavano per tutto il tempo, costruendo la storia nel mentre recitavano.

Le maschere della Commedia dell’Arte: i tipi

Ma cosa c’entrano allora le maschere veneziane? Le maschere nella Commedia dell’Arte in realtà avevano un ruolo fondamentale. Infatti, ognuna di essa rappresentava un particolare personaggio degli spettacoli di questa particolare forma di teatro, detto anche tipo.

I tipi sono personaggi fissi, ossia figure che ricorrevano di frequente negli spettacoli della Commedia dell’Arte. Sono noti a tutti per esempio Arlecchino, il servo imbroglione e simpatico, Pantalone, il mercato, e Brighella, il servo furbo, ma nella Commedia dell’Arte sono presenti tante altre maschere a dare vita ad altrettanti personaggi.

Oltre ad avere una propria maschera, con la sua particolare foggia, ogni personaggio aveva anche delle movenze e un tipo di recitazione che lo contraddistinguevano nettamente dagli altri. In questo modo, il pubblico poteva riconoscere a colpo d’occhio che ruolo aveva quel personaggio nel momento stesso in cui entrava in scena.

Per altri consigli leggi il nostro blog.

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Arlecchino, Pantalone, Brighella e Colombina: le maschere della Commedia dell’Arte
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Arlecchino, Pantalone, Brighella e Colombina: le maschere della Commedia dell’Arte
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Le maschere della Commedia dell'Arte: scopriamo assieme Arlecchino, Pantalone, Brighella e Colombina sul blog.
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