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Book, Coffee & … I miei giorni alla libreria Morisaki

I miei giorni alla libreria Morisaki Book Cover I miei giorni alla libreria Morisaki
Satoshi Yagisawa
Narrativa
Fetrinelli
2022
Cartacea
160

“Iniziai a leggere un libro dopo l’altro. Quei vecchi libri nascondevano storie per me inimmaginabili. E non mi riferisco solo a ciò che raccontavano. Dentro ognuno trovai tracce del passato: sottolineature, segnalibri, fiori secchi… Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri. E così cominciai ad affezionarmi alla libreria Morisaki.”

Oggi vi voglio parlare di un bellissimo libro che ho scoperto su Amazon. Si tratta del libro “I miei giorni alla libreria Morisaki” di Satoshi Yagisawa edito da Feltrinelli. L’ho inserito nei libri da leggere nell’estate 2022 e che ho letto tutto d’un fiato.

Ho letto I miei giorni alla libreria Morisaki in un paio di pomeriggi lenti, con la moka sul fuoco e la pioggia fuori. È un libro breve, delicato e pieno di quell’atmosfera tutta giapponese fatta di silenzi, tè caldo, odore di carta usata e piccoli gesti gentili.

La storia segue Takako, una ragazza che perde lavoro e fidanzato nello stesso colpo e si rifugia a Jimbocho, quartiere di librerie di seconda mano a Tokyo, nella minuscola libreria dello zio. È un rifugio, ma non è magia facile: serve tempo per guarire.

I miei giorni alla libreria Morisaki

Sai quando vuoi scappare da tutto e rifugiarti in un posto che profuma di carta vecchia e caffè bollente? Ecco: I miei giorni alla libreria Morisaki è quel posto.

È un libricino giapponese di un centinaio di pagine (grazie, Giappone, per non costringerci a tomi da 800 pagine su elfi e guerre galattiche). Perfetto da divorare in un pomeriggio piovoso mentre maledici il riscaldamento troppo basso.

Partiamo da qui

i miei giorni alla libreria morisaki recensione 3

Takako è una ragazza moderna: ha un lavoro decente, un fidanzato cretino e una crisi di nervi degna di un Oscar quando lui la tradisce con una collega (chapeau).

Disoccupata e distrutta, va a vivere dallo zio burbero ma tenero, nella sua minuscola e polverosa libreria di seconda mano nel quartiere Jimbocho a Tokyo. Immagina scaffali storti, odore di libri usati e tè caldo servito in silenzio.

Takako non risolve i suoi problemi con un corso di yoga o uno spirito guida: ci mette tempo, si annoia, si arrabbia e legge, legge tantissimo. È una guarigione lenta, fatta di pagine e silenzi.

✨ Cosa ho amato

✅ L’ambientazione: polverosa, piena di volumi, quasi tangibile.
✅ I toni quieti e realistici: non promette rivoluzioni, solo piccole rinascite.
✅ Lo zio Satoru: un personaggio apparentemente burbero ma pieno di cuore.
✅ La lentezza: è un libro che si legge veloce, ma che ti invita a rallentare.

Insomma mi sembrava di stare lì dentro con loro, a soffocare la polvere e ad annusare il tè. Niente colpi di fulmine o “ho trovato me stessa in tre giorni su Instagram”. La protagonista resta incasinata, ma un po’ meno. Lo zio Satoru l’ho trovato un burbero, disordinato, ma con più cuore di quanto lui stesso voglia ammettere. Jimbocho è un quartiere intero di librerie usate! Un Sogno umido per ogni lettore.

Lamentazioni per affetto

Non sono veri sfoghi. Non c’è rabbia.
Solo piccoli pensieri che si depositano piano, come la polvere sui libri della Morisaki.
Eccoli, sparsi tra le pagine, quasi nascosti:

“Vorrei capire perché leggere mi fa sentire meno sola… e al tempo stesso più sola di prima.”

“Avrei voluto dire grazie a mio zio prima. Prima che capissi quanto ha rinunciato per amore dei libri. E di me.”

“Mi manca un tempo che non ho vissuto. Ma ogni volta che respiro in questa libreria, sento che mi appartiene lo stesso.”

Yagisawa ci insegna che anche i pensieri dolenti possono essere detti con grazia.
E che c’è una forma di tenerezza anche nel rimpianto, quando lo si attraversa senza fretta.

Mood di lettura – Le mie giornate alla libreria Morisaki 

Atmosfera:
Tokyo, quartiere Jimbocho. Vicoli stretti pieni di librerie antiche, l’odore della carta usata, il silenzio ovattato di un luogo fuori dal tempo. Un rifugio dove le emozioni si sussurrano e la vita riprende fiato piano piano.

Ideale per chi:
Ha bisogno di rallentare, ritrovarsi, guarire. Per chi ama i romanzi brevi ma intensi, capaci di far respirare un’altra dimensione. Perfetto per chi ha il cuore un po’ stanco e cerca bellezza nella semplicità.

Dove leggerlo:
Sul divano con una coperta leggera o su una panchina al sole, in silenzio. Magari in una libreria vera, tra scaffali alti e il profumo di tè verde.

Colonna sonora suggerita:
Musica strumentale giapponese (koto, shakuhachi), oppure piano minimal (come Ryuichi Sakamoto o Yiruma). Qualcosa che accompagni come un respiro.

Sensazioni che lascia:
Pace. Nostalgia. Il desiderio di camminare piano in una strada piena di libri. E la consapevolezza che, anche se la vita ci spezza, possiamo ricominciare… pagina dopo pagina.

❤️ Citazione preferita

“I libri sono come ponti gettati sul cuore degli altri.”

 La mia valutazione

⭐⭐⭐⭐⭐ / 5

Un libro che coccola, anche mentre parla di dolore e solitudine. Consigliato a chi ama storie intime e atmosfere giapponesi.

“I miei giorni alla libreria Morisaki” è un rifugio cartaceo per chi ama libri che profumano di carta, tè e piccole rinascite. È breve, sì, ma resta con te come quell’amico silenzioso che non giudica i tuoi drammi ma ti prepara il caffè.

Se lo leggete, scrivetemi: voglio sapere se anche voi vi trasferireste domani a Jimbocho con uno zio scorbutico pur di avere una libreria tutta vostra.

Riflessione Personale (solo per pochi)

Ho pensato molto a come reagiamo quando tutto crolla: licenziamento, amore finito. Ci dicono ‘rialzati subito’. Questo libro invece dice: ‘Nasconditi pure un po’. Leggi. Fai silenzio. E poi riparti piano.’ Forse dovremmo accettarlo di più.

Mi sono chiesta quali siano i miei rifugi. Un libro? Un caffè? Un’amica? Uno zio che non capisce niente ma ti tiene un letto pronto? Morisaki mi ha ricordato che a volte le salvezze non sono spettacolari.

Questa libreria piena di volumi usati mi ha fatto pensare a quante storie ci portiamo addosso. Anche noi siamo libri di seconda mano.

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I miei giorni alla libreria Morisaki: recensione
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I miei giorni alla libreria Morisaki: recensione
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I miei giorni alla libreria Morisaki recensione: scopri perché dovresti leggere questo libro e perché può esserti utile nella vita!
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Pamela Reale
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