La mia intervista ai Moka Club alla notte rosè di Orsogna

Il 14 Agosto sono stata insieme ad Alfonso Berardi, autore e regista abruzzese, ad Orsogna (CH) per intervistare i Moka Club. Sono contenta di aver iniziato questa collaborazione con Alfonso, e nei prossimi articoli ve lo presenterò con una bella intervista e mostrandovi i suoi progetti passati e futuri: medio-metraggi, libri, ballerino, autore di programmi televisivi.

Siamo arrivati ad Orsogna, in occasione della Notte Rosè; un evento che ha riscosso molto successo e che ha richiamato una gran folla in Piazza Giuseppe Mazzini: artisti, musicisti, trampolieri,  e punti di degustazione fino alle sei del mattino. Io ed Alfonso ci siamo molto divertiti ad ascoltare i Moka Club i quali hanno fatto divertire tutto il pubblico: balletti, costumi stravaganti, remake di pezzi anni ’70-80-90 ma anche disco music. Personalmente, ho apprezzato tanto la performance di Ghostbuster dove alcuni membri della band hanno puntato delle pistole a gettito d’acqua sul pubblico.

Intervista ai Moka Club con Tiffany Miller Terminato il concerto sono riuscita ad intervistare tre membri della band. In allegato all’articolo potete trovare il video Youtube ma per chi ama leggere ecco qui l’intervista:

Intervista post concerto a Tony Mannaia, Mister Lova Lova e Jackie Brown dei Moka Club 

Com’è nato il gruppo e perchè vi chiamate Moka Club?

La band è nata nel 1995 quindi siamo una band con una storia piuttosto lunga, ventidue anni. Ci siamo conosciuti e c’era in testa l’idea di far due cose per far divertire le persone; questa è sempre stata la nostra mission principale. E da quello è nato tutto e le cose sono venute in maniera naturale.

 

Come mai avete scelto questo nome?

Il nome era per trovare qualcosa che piacesse a tutti e la seconda cosa era il caffè.

Avete dei nomi particolari. Ce li spiegate?

Tony Mannaia perchè Tony Manero era il personaggio storico degli anni ’80.

Jackie Brown è tratto da un film anche se era una donna. Il mio vero nome è Bruno per gli amici e quindi Bruno- Brown, Jackie Brown.

Mister Lova Lova perchè in Romagna il lovo è quello a cui piacciono le goloserie, le schifezze. Lova Lova anche per love love, ci son tante cose dietro e signficati.

Qual’è il ricordo più bello in tutti questi anni di carriera?

Il giorno in cui abbiamo avuto un sabato libero. Fino ad oggi abbiamo avuto 1.200 date, concerti, perchè poi passando tanto tempo assieme siam diventati una famiglia. Ogni concerto, ogni esperienza insieme è come la gita scolastica e si torna bambini e penso che si veda anche sul palco.

I balletti li creiamo noi, infatti su Youtube ci sono i tutorial di Party Rock, I gotta feeling. I costumi ce li cerchiamo, ognuno ha il suo sarto e la sua idea in testa; alcuni ce li regalano i fans. Siamo una famiglia anche con i fans, che ci aiutano e ci seguono. Noi ci piace coinvolgerli anche nella vita normale, è proprio uno stare insieme, un divertirsi perchè poi alla fine troppe cose di cui preoccuparsi e quando stiamo insieme “divertiamoci”. La musica è la cosa più sana che c’è.

 

Ho visto che avete fatto anche un inedito “Balla”.

Si l’abbiam fatto qualche anno fa. Stasera non lo abbiamo suonato ma abbiam fatto altri inediti come Funky Italian Night però alla fine alla gente interessano le cover e la gente vuole vedere quelle. Stasera abbiamo fatto un pò di Gigi D’Agostino, disco anni 90, cioè l’importante è cercare di farlo con la cognizione di quello che stai facendo. Non deve essere una cover, ma un progetto musicale che c’è dietro.

Avete anche il dj. Suonate live?

E’ un’idea che siam riusciti cinque anni fa, volevamo cambiar qualcosa, volevamo un pò stravolgere e far qualcosa di diverso. Ringiovanire il genere. Ho un amico, un dj in una famosa radio locale, ed è molto al passo con la tecnologia e quindi fa una sorta di mash up live. Quindi è uscito un progetto che non è stato capito da tutti perchè la gente pensa che noi siamo in playback ed invece noi siamo live, compreso il dj che è live che campiona e che li mette a tempo sulla batteria come se fosse un altro disco. E’ una cosa ben diversa da ciò che si fa normalmente. E’ una cosa un pò moderna che molti non riescono a capirla; chi la capisce si diverte e chi non la capisce ci da della gente che suona in playback ed è una cosa che ci da molto ai nervi.

Durante l’inverno ci prepariamo talmente bene e facciamo talmente tante prove, e ti assicuro che è così, che cerchiamo di trovare un prodotto che veramente è fatto bene. Tendo a spiegarlo perchè per noi è importantissimo e sminuirlo con la parola playback è veramente una bestemmia.

 

 

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